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A colloquio con Sabina Cesaroni, aiuto-regista e mimo
nelle recenti rappresentazioni
del capolavoro rossiniano al Teatro
Comunale di Firenze
Il poliedrico "carillon"
del Barbiere di Siviglia
La versatile artista sottolinea,
tra l'altro, la brillante ed originale regia firmata da Plaza,
le scene ed i costumi
straordinari di Martin-Begué
e la bella prova dell'Orchestra e
Coro del Maggio Musicale Fiorentino diretti da Pirolli
di Antonella Russoniello

Attrice, ballerina, coreografa,
danzaterapeuta, insegnante di yoga e terapeuta del metodo delle
Costellazioni familiari di Bert Hellinger, Sabina Cesaroni racconta
tutta la sua inesausta voglia di ricercare e sperimentare nel suo
sguardo limpido ed attento che ha di recente messo a disposizione del
ruolo di aiuto-regista e mimo
per "Il Barbiere di Siviglia"
andato in scena il 29 novembre e
l’1, il 4 e il 5 dicembre al Teatro Comunale di Firenze.
L’opera buffa in due atti di Gioacchino Rossini, su libretto di
Cesare Sterbini, ha visto sul podio Antonio Pirolli a dirigere
l’Orchestra e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino, in un allestimento
del Teatro medesimo e con la regia di Josè Carlos Plaza.
Negli altri ruoli “tecnici” il pittore spagnolo Sigfrido Martin-Begué,
scenografo e costumista; Gianni Paolo Mirenda alle luci.
Nel cast artistico, invece, Andrea Severi, M° di cembalo;
Antonino Siragusa - Il Conte d'Almaviva; Bruno de Simone
e Marco Filippo Romano - Don Bartolo; Laura
Polverelli e Marina Comparato – Rosina; Vito
Priante e Borja Quiza – Figaro; Nicola Ulivieri -
Don Basilio; Gianluca Margheri - Fiorello;
Enrico Rotoli – Ambrogio; Laura Cherici – Berta;
Nicolò Ayroldi - Un ufficiale; Sabina Cesaroni –
Mimo.

Scenografia e costumi del
recente "Barbiere" fiorentino portano la prestigiosa firma dii Sigfrido
Martin-Begué
Questa del 2011 è la quinta rappresentazione del Barbiere rossiniano nel
coloratissimo allestimento di Josè Carlos Plaza reso “rutilante” dai
colori vivacissimi delle scene e dei costumi di Sigfrido Martín-Begué
e dalle sue scenografie fantasiose e surreali che permettono allo
spettatore la simultanea visione dell’interno e dell’esterno della casa
di Rosina. Frizzante, come già evidenziato, la regia ed originale
l’espediente di far attraversare Siviglia a Figaro su una bici montata
su nastro scorrevole.
Cerchiamo di entrare in questo mondo fiabesco attraverso le parole e la
storia professionale di Sabina Cesaroni,
artista sfaccettata, ricercatrice
inesausta, donna affascinante ed elegantemente fuori del tempo e delle
mode.
Ci racconti le tante tappe della sua intensa e multiforme carriera…
Ho avuto incontri fortunatissimi con grandi maestri internazionali
della danza e del teatro, da MatMatton (musical,
Hollywood, Broadway), a Pina Bausch (teatro danza) ed
Hans Zullig (uno dei padri del teatro espressionista tedesco),
Kazuo Ohno (teatro Kabuki, Butoh dance), Carolin
Carlson (modern dance) e Marika Besobrasova
(scuola russa, Accademia di Montecarlo), Alla Ossipenko, Stefania
Russoniello (scuola Vaganova, Italia). E quanti altri ancora
dovrei citare… da Eugenio Barba (Odin Teatret) a Bob Wilson, da
Micha von Hoecke a Franco Di Francescantonio....
Il mio lavoro si è articolato tra Oriente e Occidente (yoga e arti
marziali nel Kerala, India), l’antica danza classica indiana “Baratha
natyan”, la tecnica accademica occidentale e le sue moderne
declinazioni. Ho partecipato a tantissimi festival europei ed
internazionali e collaborato come danzatrice e coreografa per vari gli
enti lirici (Teatro Comunale di Firenze, Teatro Regio di Parma, Teatro
La Fenice di Venezia, Teatro alla Scala di Milano, Teatro Wielki a
Varsavia, Opera di Lille), ho anche avuto esperienze cinematografiche
vincendo un premio come migliore attrice al Festival di Spoleto e in Rai
come doppiatrice in alcune fictions. Negli ultimi anni, infine, mi sono
applicata anche alla ricerca nel campo della terapia (danza terapia,
costellazioni familiari di Hellinger e la scienza dello yoga nelle sue
applicazioni pratiche quotidiane), intendendo sempre di più porre l’arte
al servizio della diffusione della cultura e dell’informazione e,
soprattutto, mettendo in evidenza i collegamenti profondi tra arte, vita
e terapia.

Il lavoro artistico e culturale di
Sabina Cesaroni si articola tra Oriente ed Occidente
In questo lavoro ha senz'altro
usato tutte le leve a sua disposizione, la conoscenza della musica,
l'esperienza nella danza, la capacità comunicativa derivante dalla sua
esperienza di terapeuta...
Il lavoro come danzatrice, coreografa, attrice scivola, oramai da
molti anni, nell'unità di una visione totale della scena … del testo,
del supporto musicale, dei passi ... e, soprattutto, dello studio dei
personaggi. Il colore, la voce, il movimento diventano così un tessuto
unico, capace di tradurre le emozioni in lavoro teatrale.
Quali le caratteristiche di originalità di questa "mise en scene"
fiorentina? Quale la visione del regista?
Questo “Barbiere di Siviglia” nasce diciotto anni fa, qui a Firenze,
su commissione del Teatro Comunale e, da subito, è “diverso” dalla
tradizionale lettura classica operistica. Questo grazie alla vivacità e
all'esperienza specificamente teatrale del regista Jose Carlos Plaza,
che nasce, infatti, regista di teatro, anche se da tempo si dedica anche
all'Opera. I suoi personaggi escono dalla partitura rossiniana,
risultando come un poliedrico sfaccettato carillon che partorisce
curiose figurine … biciclette-Figaro, carro balcone-Rosina ...danzatrici
di flamenco, siparietti ... in un susseguirsi di mirabili gags e
perfetti sincronismi.
Come sono stati caratterizzati
i personaggi? Quali accorgimenti sono stati messi in atto per delinearne
le diverse psicologie e il diverso ruolo drammaturgico?
I personaggi vestono il carattere di quello che è il loro preciso
ruolo, come da libretto. Le loro vicende ne determinano il carattere e
la loro funzione scenica. Gli abiti e le scenografie di Martin Sigfrido
Beguè rendono il tutto ancora più, suggestivo e fuori da ogni tempo
storico... quasi come il mondo dei cartoons...
Che cosa hanno portato di "personale" i vari artisti impegnati nello
spettacolo?
Come sempre ognuno porta se stesso, chi più chi meno. S’incontra
grande tecnica, raro ma possibile, grande talento, talvolta molta
difficoltà nello smuovere condizionamenti facili a trovarsi negli
artisti!
La direzione d'orchestra e l'orchestra, quali le caratteristiche
tecniche del loro lavoro in questo spettacolo?
Abbiamo avuto un tempo minimo di prove, essendo questa una ripresa.
Pochi “Insiemi”.ma l'orchestra del Maggio musicale e il maestro Pirolli
hanno saputo ben cavalcare i tempi ridotti..La tecnica indubbia aiuta sempre, in questi casi, ad uscirne
brillantemente! Come è stato.
Scenografia e costumi, altro dato importante, quali le scelte per
questo spettacolo?
Straordinaria e davvero unica la scenografia nei vari siparietti che
scendono e risalgono consentendo un lavoro di interno, esterno rapidissimo. I costumi di
Beguè, grande artista spagnolo, spentosi recentemente nel pieno del suo
estro creativo, sono una vera tavolozza di ingegno, cultura e magia,
innovativi e spumeggianti, capaci di vestire i personaggi di propri
"colori dell'Anima".

Un altro momento del "Barbiere",
firmato dal regista Josè Carlos Plaza, al Teatro Comunale di Firenze
Critica e pubblico, com'è stata l'accoglienza?
Caloroso il pubblico, soprattutto nella seconda serata... ma si
sa..le prime sono sempre un po' tirate! Le continue gags e trovate hanno
strappato anche risate e grande empatia. I giornali hanno sottolineato
la a-temporalita' di questa Opera che compie quest’anno i suoi
meritatissimi 18 anni!
C'è qualche spunto che si
possa calare nell'attualità in questo spettacolo?
Le storie dell'Opera sono sempre storie che rispecchiano gli umani
sentimenti e quindi gli eterni siparietti dei nostri destini....
In questo momento di crisi la gente come vive il teatro e l'opera? E'
un "bene di lusso" cui chi "può" non rinuncia o il desiderio di bellezza
e di arte è qualcosa che la crisi non può sopprimere?
I tagli alla cultura hanno fracassato seriamente le intenzioni e i
sogni più belli che, da sempre, l'Arte concede all'uomo... e, curioso è
che proprio l'uomo finisca per tagliarseli addosso! Ma così è, l'arte
dovrebbe essere la porta alla cultura capace di educare e trasmettere
forti ed antichi sempre attuali valori.... Speriamo in tempi migliori!
Sul repertorio classico (sia della danza sia dell'opera) lei è a
favore di riletture filologiche o preferisce le attualizzazioni a volte
anche provocatorie?
Le une e le altre... un pizzico di sana “provocazione” può
risvegliare animi assopiti ed annoiati. ed è altrettanto vero che gli
antichi "classici" restano tali...
I suoi prossimi programmi
Prossima tappa l'India, in dicembre. Dove, a Rishikesh, Himalaya,
nell'Ashram di Swami Rama ci attendono circa 200 bambini, di tutte le
età, le nuove generazioni, per cominciare un percorso di yoga,
meditazione e lavoro artistico, come capacità di conoscere le proprie
potenzialità'... A seguire una “Medea” come danzatrice-attrice e
“Marionette” (da un testo della poetessa L. Ugolini). A marzo sarò a
Giava per un grande festival dedicato alla cultura come ponte di
trasmissione ed ispirazione della storia dell'umanità'... Sarò la
rappresentante dell'Italia.

Oltre ad essere attrice, ballerina e
coreografa, Sabina Cesaroni è anche
danzaterapeuta,
insegnante di yoga e terapeuta del metodo delle
Costellazioni familiari di Bert Hellinger
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Suono & Pensiero
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Sotto
l’influenza della musica
mi sembra di
sentire
ciò che non
sento realmente,
di capire ciò che non capisco,
di poter
fare ciò che non posso fare.
Lev Tolstoj

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