“The sound from silence”, esordio discografico per Gianluca Di Donato

A colloquio con il pianista, acclamato interprete nelle sale da concerto di tutto il mondo

 

"The Sound from Silence",

esordio discografico

per Gianluca Di Donato

 

Il cd, la cui metà dei proventi andrà in beneficenza,

comprende musiche di Mozart, Beethoven e Schubert

 

di Antonella Russoniello 

 

 

La grazia e la forza del suo stile pianistico sono la garanzia di un’emozionante sorpresa che si nutre del nettare della ragione non meno che di quello del sentimento. Stiamo parlando di Gianluca Di Donato, pianista eccellente e tra i pochissimi in Europa a eseguire dal vivo l’intero corpus delle partiture di Franz Schubert.
Allievo, tra gli altri di Aldo Ciccolini, Di Donato ha saputo nel tempo e grazie a un diuturno impegno con lo studio trovare il suo stile personale e vivere ogni esecuzione come una vera cerimonia nella quale celebra un rito sacro sull’altare della Grande Musica.
Presenza ormai fissa da alcuni anni in festival importanti in tutto il mondo, ci piace ricordarlo specialmente per le sue esibizioni al Ravello Festival, in uno dei luoghi più affascinanti ed evocativi della nostra Campania.
Da poco su cd con la sua opera prima “The sound from silence”, Di Donato incontra “Le Vie della Musica” in una pausa “forzata” a causa delle grandi nevicate di questo inizio di febbraio che lo vede nel pieno della tournée di presentazione di questo magnifico lavoro.


Quali sono state le tappe più importanti della sua carriera musicale?

Sicuramente il mio debutto al festival pianistico internazionale di Amalfi nel 1991 che mi diede modo di farmi conoscere e apprezzare dalla stampa e da quello che fu il mio primo concerto.

 

Gianluca Di Donato ha eseguito integralmente l'opera pianistica di Franz Scubert

 

Quali gli incontri più rilevanti e perché?

Sicuramente quello con Aldo Ciccolini che credette in me fin dal primo incontro nel 1995 dedicandomi moltissimo del suo tempo, insegnandomi a conoscere i miei pregi e i miei limiti e soprattutto che lo studio e l’impegno e la costanza sono alla base di tutto. Senza queste condizioni anche il più grande talento è destinato a finire! Ma ricordo anche quelli con Andras Schiff, Roman Vlad e Lazar Bermann.

Parliamo della sua prima prova discografica, iniziamo dal titolo di questo disco…

“The sound from silence” questo perché tutto nasce e finisce nel silenzio e ho sempre considerato la musica, quella vera, importante, come la pausa più bella del silenzio.

Come ha scelto i brani da inserire nella tracklist, sono quelli più indicativi dal punto di vista virtuosistico-interpretativo o sono quelli a lei più cari da un punto di vista emotivo e personale?

La scelta è nata dalla volontà di mettere insieme tre opere che avessero un inizio e una fine in pianissimo ecco perché ho scelto l’Adagio in si minore di Mozart, la Sonata op.109 di Beethoven e la Sonata Fantasia D. 894 di Schubert.Sono brani che ho suonato spesso nella mia carriera e sui quali sono ritornato negli ultimi mesi e li considero particolarmente congeniali al mio pianismo.

 

 

Parliamo della sua ultima tournèe, platee nazionali e internazionali. Quali i momenti finora più emozionanti?

«Ho iniziato la tournèe a Palermo poi Gorizia per poi proseguirla ad Asti,, Ravello, Veroli e Avellino, sicuramente la tappa di Veroli è stata molto gratificante sia per la grande partecipazione di pubblico e di autorità sia perché il mio cd è andato a ruba e, visto che devolverò in beneficenza la metà dei proventi, la cosa mi ha molto gratificato. In tal senso ricordo anche la tappa a Nusco dove praticamente tutta la mia classe di pianoforte ha partecipato attivamente lasciando un ricordo indelebile.

Quali sono i prossimi passi nella promozione di questo disco?

La tournèe ricomincerà a marzo quando suonerò in Austria, poi in Italia a Roma, Genova, Ravello, Pisa, poi sarò in Germania, in Svezia a luglio e probabilmente ritornerò in Svizzera, dove lo scorso anno ho suonato con il quartetto dei Berliner.

Lei è tra i pochi esecutori dell'opera integrale di Schubert, come mai questa predilezione?

In effetti, Schubert è stato il mio primo grande autore quello che ho suonato alla mia prima apparizione in pubblico a quattordici anni ed è quello che mi parla con maggiore chiarezza, soprattutto facendomi capire che il percorso è ancora lungo. Molto è però legato al tipo di sonorità che mi caratterizza e che ho affinato col tempo grazie anche a uno dei pianoforti che possiedo a casa, un Bosendorfer gran coda che essendo uno strumento viennese, permette di produrre le sonorità tipicamente schubertiane.

Oltre a Schubert, quali sono i suoi autori preferiti?

Io amo tutta la musica, non ci sono autori in particolare, posso dire che ci sono compositori forse più adatti al mio pianismo e in questo senso i classici e romantici tedeschi, da Mozart a Brahms, da Beethoven a Schumann oltre che ovviamente Schubert la fanno da padrone nelle mie giornate di studio, ma a questi vorrei aggiungere Debussy e Shostakovich uno dei massimi genii del Novecento.

 

Gianluca Di Donato vanta un'attività concertistica prestigiosa e di livello internazionale

 

E’ stato mai "tentato" dalla musica contemporanea? Quali autori amerebbe eseguire in futuro?

Molti compositori mi sottopongono le loro composizioni che studio e leggo con grande attenzione, trovo mortificante che oggi nel 2012 la musica scritta un secolo fa sia ancora per molti un tabù, figuriamoci quella contemporanea. Purtroppo le cause sono tante, mancanza di diffusione e di conoscenza, forse anche un’eccessiva rapidità con cui il linguaggio si è evoluto nel dopoguerra. Comunque quando mi è stato possibile ho eseguito gli Encores di Luciano Berio e alcuni studi di Ligeti, ma purtroppo, ripeto, non sempre è facile proporli ed è molto grave.

Per chi volesse acquistare questo suo disco, quali indicazioni possiamo dare?

Come dico spesso, questo è un cd “vecchio” nel senso che si tratta di un live che in pratica non ho voluto ritoccare, se non nel togliere gli applausi per logica con il titolo, lasciando tutta l’emozione di un concerto anche con le sue, fortunatamente poche in questo caso, note false, come avveniva con il 78 giri che era vero perché non si poteva correggere! Per il resto dico che la beneficenza è ciò che mi gratifica di più! Sto già pensando al prossimo però!

Lei utilizza volentieri i social network ed il web per far conoscere la sua musica, trova che siano mezzi veramente efficaci o la sala da concerto resta un veicolo imprescindibile?

Oggi è tutto molto, forse, troppo semplice, chiunque può farsi conoscere ed eventualmente apprezzare, ed è anche giusto visto i tempi, ma il concerto resta la prova del nove, lì non puoi barare può capitare una serata difficile ma grazie a Dio oggi non si considera più il fattore tecnico come fondamentale anche se moltissimi pianisti suonano in modo troppo perfetto spesso a discapito della musica; noi siamo dei medium tra il compositore ed il pubblico, è la musica a dover essere presentata non l’interprete! “Ascoltate questa musica non me”, so che è difficile, ma se si riesce si trasmette meglio, non si fa un torto al compositore e forse molti non avrebbero più paura del pubblico.