“Fragments”, tra le macerie mediatiche muore la verità – di Armin Viglione

Il corto di William Mussini, ispirato all'omonima opera di Elio Cavone

e musicato da Antonio Iafigliola, entusiasma pubblico e critica

 

  “Fragments”, tra le macerie mediatiche muore la verità

 

di Armin Viglione

 


Con lucidità inesorabile, unita ad un'intensità emotiva di rara profondità, il cortometraggio “Fragments” affonda lo sguardo sulla realtà odierna dell'informazione e della comunicazione, rilevandone la crisi letale. L'omonima opera artistica di Elio Cavone, che firma la sceneggiatura insieme al regista del corto, William Mussini, è un 'ritratto' di questa realtà oltraggiata, depauperata, aggredita violentemente ed annichilita: mucchi di giornali, pagine strappate, residui inutili ed insensati frammisti ad ordigni esplosivi. “Fragments” è la storia di una 'guerra globale'. Il sistema mediatico, sabotato e bombardato, è ridotto in macerie macchiate di rosso, il rosso sangue di un'umanità cui è negata la conoscenza, dunque mortalmente ferita nei suoi diritti, nella sua dignità, nella sua anima. Vittima senza speranza.

Dapprima le esplosioni, le vittime innocenti, poi – in una sorta di ballo a ritroso innaturale, surreale – il ritorno al luogo d'origine degli ordigni di morte, pronti alla successiva, ennesima deflagrazione: esplosione ed implosione, alternanza dal ritmo inesorabile, sistole e diastole di una tragedia in atto che appare senza fine.

 

Il regista William Mussini

 

Aleggia imperscrutabile, da siderali lontananze, l'ombra della verità, la cui assenza – 'urlo' atroce, insostenibile, ma senza voce – spalanca l'irreparabile vuoto. Il “panta rei” del mondo, il flusso illimitato, si atrofizza nel circolo vizioso dell'inganno onnivoro, vortice dove si dissolvono storia, dignità, la sacralità stessa dell'essere umano. Nello spargere ovunque le sue “disiecta membra”, brandelli fisici e psicologici, nel fittizio propagarsi globale, la verità – espandendosi oltre ogni limite – si disperde definitivamente, celebrando la sua 'morte' proprio nell'epifania assoluta dell'apparenza. Il sommo sacrilegio è compiuto.

E' l'inversione/sovversione che scopre il male, laddove ciò che dovrebbe conferire informazione, significato, comprensione, diviene materia caotica, indistinta, priva di senso e direzione. O meglio, la sua evanescenza sfavillante in superficie, mero riflesso di un'armonia ostinatamente disconosciuta, è distorta tra le pieghe di mire abominevoli, interessi oscuri, di ombre incommensurabilmente distanti dalla purezza della verità. Il falso nelle sembianze, sfolgoranti ma irrimediabilmente sfigurate, del vero.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il compositore Antonio Iafigliola

L'artista Elio Cavone

 

Nel decorso implacabile, glaciale di “Fragments”, la verità naufraga tra convulsioni, balbettìi, singulti, esplosioni, che la musica di Antonio Iafigliola esalta nei suoi vari passaggi di sospensione allucinata, di inquieto rarefarsi della materia sonora, di acuirsi supremo del dramma. Come già in altre opere (“Help”, ad esempio), la musica di Iafigliola, l'opera artistica di Cavone e le immagini di Mussini si armonizzano in una fusione di linguaggi dagli esiti di un'efficacia sbalorditiva. Suoni e immagini che, ad un tratto, sembrano scoprire un'altra agghiacciante prospettiva: non c'è solo il prevalere della falsità, ma il vanificarsi del vero, con la destrutturazione del complesso, infine con la nullificazione del semplice. Della verità, insomma, della sua ricerca talora angosciante ma sempre coraggiosa, dei suoi itinerari impervi, delle sue storie infinite, si perde anche il ricordo.

Eppure l'istanza di Elio Cavone, il suo “j'accuse” denudato, glabro, coincide con quell'amore per la verità che non può tollerare l'invadenza artificiosa dell'inessenziale. Un grande mistico medievale, Meister Eckhart, scrisse: “Warum minnest du Wahrheit? Der Wahrheit wegen” (Perchè ami la verità? Per la verità). La verità, semplicemente, nella sua inalienabile necessità, nella sua irriducibile essenza. La verità, quella che – come disse un Maestro nazareno, due millenni fa – ci rende liberi.

 

 

BIOGRAFIA E FILMOGRAFIA DI WILLIAM MUSSINI

 

Il regista William Mussini, nato a Campobasso nel '69, è titolare della ditta di produzioni audiovisive dal 1996 denominata MAD VIDEO.

Autore di cortometraggi, documentari, videoclip e spot pubblicitari. E' direttore artistico del primo Festival Internazionale

molisano del cortometraggio "La notte dei corti viventi" alla sua sesta edizione.

Socio fondatore del Cineclub Kimera. Autore di diversi cortometraggi alcuni dei quali vincitori o finalisti in numerosi Concorsi Nazionali.

2° premio Chianciano Cortofiction 2001 – 1° premio Reggio Filmfestival F. De Andrè 2005 – 1° "il corto .it" Festa del Cinema Roma 2005 – 1° "il corto .it" sezione spperimentale Festa del cinema Roma 2006 – in onda " beloved Liza" ed " help" nel 2005 e 2006 alla trasmissione televisiva La 25^ora su LA 7.

I titoli dei corti vincitori: HELP, BELOVED LIZA, SIDUN, L'UOMO CHE UCCISE LA SUA OMBRA, LEGGENDO JOVINE, DELLA GUERRA, IL CORAGGIO DI DIRE NO.