Intervista a G. Margarucci, vincitore de “Le Note Ritrovate”

Intervista a Giannicola Margarucci, vincitore dell'ultima edizione de "Le note ritrovate",

prestigioso concorso internazionale per autori contemporanei

 

"Musica ispirata al Vero

contro il sistema del Dio Denaro"

 

 

Il giovane musicista di Stella Cilento (SA) esprime il suo pensiero sull'arte dei suoni

e sulle inerenti problematiche nel nostro tempo. A seguire, note sui  compositori del concorso

 

di Antonella Russoniello 

 

 

Solo poche righe introduttive all'articolo-intervista di Antonella Russoniello per fissare, in estrema sintesi, tre punti. In primo luogo, un grato e sincero apprezzamento rivolto al lavoro di Tina Rigione e Massimo Testa, in virtù del quale assistiamo, di volta in volta, ad un prodigio socio-culturale che altrove, soprattutto nel Meridione d'Italia, aleggia nel mondo delle idee quasi platoniche: la presenza reale (e suonata) della musica contemporanea. In secondo luogo, i nostri complimenti ed un caloroso incoraggiamento a Giannicola Margarucci, del quale ci ha colpito – oltre al suo lodevole talento di compositore/– la giovane età. Prova provata di un altro prodigio, ovverosia che la musica contemporanea non è incomprensibile neuro-delirio acustico per vecchi accademici rintronati ma prassi artistica, vitalissima anche fra le nuove generazioni. Peraltro, quando impera ovunque la pressoché assoluta gerontocrazia (un dato reso noto qualche giorno fa, ad esempio, ci informava che nella scuola media italiana non vi sono docenti di ruolo al di sotto dei 35 anni), l'affermazione del ventiquattrenne Margarucci – vincitore al prestigioso concorso "Le note ritovate" – ci spinge a sospettare l'insospettabile, e cioè che forse l'Italia non sia esclusivamente un Paese per vecchi. Infine, last but no least, un sentito ringraziamento a colei che firma di seguito l'articolo- intervista: Antonella Russoniello, amica e collega d squisite qualità umane ed ammirevole professionalità.

                                                                                                                                                    Armin Viglione


 

Nella splendida seicentesca Chiesa del Carmine di Avellino si è svolta, dal 27 al 29 ottobre scorso, la III edizione di “Le note ritrovate”, concorso di composizione di musica contemporanea e parte della manifestazione “Le notti ritrovate” promossa dall’associazione culturale Per Caso sulla Piazzetta di Tina Rigione.

Curata dall’associazione Zenit 2000 del M° Massimo Testa, la manifestazione ha visto protagonista la musica nella “Rassegna di Concerti” in tre serate, l’ultima delle quali riservata all’esecuzione dei brani in concorso, che quest’anno erano dedicati al tema della Paura ed abbinati a fotografie di autori irpini.

La serata del 27 ottobre ha visto esibirsi il DUO composto da Davide Izzo al violino e Giuseppe Giulio Di Lorenzo al pianoforte; il 28 si sono svolte prima le prove aperte dei brani finalisti al Concorso nella sezione Ensemble con l’Ensemble Zenit 2000 diretto dal M° Massimo Testa e poi il concerto del DUO AGORA’ composto da Domenico Luciano ai sassofoni ed Eugenio Catone al pianoforte. Gran finale il 29, con l’esecuzione dei brani in concorso alla presenza della giuria tecnica, della giuria dei giornalisti e della giuria popolare composta dagli elementi l’affollata platea della Chiesa del Carmine.

 

L'Ensamble Zenit 2000 in azione nella secentesca Chiesa del Carmine, ad Avellino

 

Tante le collaborazioni alla riuscita di questo evento, dall’associazione “Per Caso sulla Piazzetta” che ha curato l’organizzazione, al Conservatorio di Musica “Cimarosa” di Avellino con la Classe di Musica Elettronica del M° Damiano Meacci, all’associazione “FotografiAmo” coordinata da Claudio Velle.

Nel corso della serata, sono state eseguite le seguenti composizioni: “LIFE IS BUT A WALKING SHADOW THAT MAKES JACK A DULL BOY”, per violoncello solo di Alberto Alassio ispirata alla foto Shining di Vincenzo Pastore; “LA SOTTOMESSA FEROCIA DELL’ESILIO” di Emanuela Ballio, per violoncello solo ed ispirata alla foto La paura del diverso di Vincenzo Pastore; entrambe eseguite dal M° Cristiano Della Corte al violoncello solista.

I brani eseguiti per ensemble eseguiti sono stati: “ALCHEMY OF FEAR” di Enrico Francioni per violino, violoncello, pianoforte e nastro magnetico in multicanale, ispirato alla foto Oltre quel lago di Vanessa Rothschild; “IN UNA MENTE PIENA DI FANTASMI AGUZZI” di Giannicola Margarucci, per cinque esecutori, stero delay e riverbero, sulla foto Ti va di giocare con il tuo amico Freddy di Sabi Pisano; “IL CANCELLO” di Maria Zappalà, per gruppo da camera ed elettronica su supporto, ispirato alla foto Il cancello di Salvatore Zappalà.

 

L'espressione assorta di Massimo Testa, direttore dell'Ensamble Zenit 2000, durante le prove del concorso "Le note ritrovate"

 

Grandi applausi e unanimi consensi per tutti i partecipanti alla serata, presentata da TONINO BERNARDELLI con la consueta puntualità e professionalità. In primis ottima performance del M°CRISTIANO DELLA CORTE, esecutore al violoncello dei brani vincitori della Sezione Solistica, resi magistralmente con l’attenta cura del timbro sonoro e la massima attenzione allo sviluppo formale dei brani eseguiti. Applausi a scena aperta per l’ENSEMBLE ZENIT 2000, impeccabile in tutti i suoi componenti, magistralmente guidato dal M°MASSIMO TESTA con grande attenzione alle nuances dinamiche e ai variegati effetti timbrici presenti nei tre brani finalisti, nonché alla sincronizzazione con i Nastri Magnetici corrispondenti. In tal senso un plauso anche alla realizzazione della parte elettronica, affidata al M°Damiano Meacci e a Gianfilippo De Mattia.

 

Il M* Cristiano Della Corte al violoncello

 

Ma è doveroso rammentare i nomi dei componenti l’Ensemble: Luigi Zazzarino, flauto e ottavino, Guido Arbonelli, clarinetti, Gabriele Ottaiano, pianoforte, Vittorio Fusco, violino, Francesco Venga, viola, Cristiano Della Corte, violoncello. Ed è stato proprio il più giovane tra i compositori, Giannicola Margarucci, ad aggiudicarsi il II premio (il I non è stato assegnato), mentre il III premio è andato, ex aequo, a Maria Zappalà ed Enrico Francioni; al giovane talento abbiamo deciso di fare qualche domanda.


 

Lei è molto giovane, quali sono stati finora i suoi passi nella musica?

Ho iniziato lo studio della chitarra a 13 anni. Dopo anni da autodidatta passati a suonare per ore e ore, ho deciso di intraprendere degli studi esclusivamente musicali che mi hanno portato a Roma dove ho studiato presso il Saint Louise Music College, sotto la guida di William Stravato. Da lì, a poco a poco, ho iniziato a scoprire il mondo delle Musica Contemporanea ed è stato, come si suol dire, amore a prima vista, tant'è che mi sono iscritto dapprima al Conservatorio di Rovigo, dove ho studiato per un anno Composizione, e poi ho continuato gli studi al Conservatorio di Napoli.

Quali sono le sue influenze principali, da quali compositori o generi musicali si sente più ispirato o sente più vicini alla tua sensibilità musicale?

Beh ! Ascolto principalmente musica contemporanea, con qualche divagazione nel rock progressive e nel free jazz. Diciamo che, per quanto concerne quest'aspetto, sono molto eclettico e ascolto quante più cose possibili, per questo non ho un compositore in particolare cui m’ispiro, ma cerco di assimilare qualcosa da ognuno, che sia il modo di scrivere o un semplice pensiero cerco sempre di farlo mio e di rielaborarlo secondo quella che è la mia sensibilità, anche perché non mi piace rinchiudermi, o essere rinchiuso, in quelle odiose etichette che spesso sono assegnate nel mondo artistico e ancor di più in quello musicale.

 

Giannicola Margarucci (a destra) premiato dal M° Guido Arbonelli

 


Lei è molto giovane, pensa che il linguaggio della musica contemporanea possa essere "potabile" per i suoi coetanei e i giovanissimi in genere o pensi che sia troppo intellettualistico e lontano da loro?

Io credo che, più in generale, tutte le innovazioni debbano avere il tempo di essere assimilate dalle persone. La musica contemporanea, come noi la intendiamo, è molto giovane, tant'è che molti compositori che sono riconosciuti come i capostipiti di questo nuovo linguaggio sono ancora vivi ed attivi. Credo che il problema non risieda tanto nella " potabilità " di questo genere musicale, ma più nel fatto che la gente deve ancora alfabetizzarsi a questo nuovo linguaggio sonoro, ma se da un lato sono fiducioso che ciò possa avvenire, perché tutti siamo esseri umani dotati più o meno delle stesse capacità, dall'altro lato sono molto sfiduciato nel vedere che soprattutto in Italia, patria delle più grandi innovazioni in tutti i campi dello scibile umano, sia la gente sia le istituzioni siano un po’ sorde nei confronti di questa musica, che altrove invece gode di un ampio seguito e non solo fra gli addetti ai lavori, ma anche da parte di chi non ha un’istruzione musicale adeguata. Con questo non mi sento di colpevolizzare la gente, ma più che altro di puntare il dito nei confronti di un sistema di marketing enfatizzato dai Media, che pensa solo al Dio Denaro piuttosto che impegnarsi nella ricerca del Vero e del Nuovo, un sistema che crea un Oblio su tutte quelle “note” che hanno il loro suono e non quel tintinnio metallico dei soldi.

Si è classificato secondo a "Le note ritrovate" con un componimento sul tema della paura, ci può descrivere la genesi del brano e cosa ha inteso comunicare con esso?

Il brano nasce dal voler esprimere la paura, sia come stato mentale sia come stato fisico. Il cluster molto stridente all'inizio del brano ha un duplice effetto quello di creare un disagio nell'ascoltatore e quello di voler rappresentare la sensazione di smarrimento, propria degli attimi di paura e terrore. Il susseguirsi successivo di vari momenti musicali collegati fra loro come un continuo vuole esprimere l'evolversi, il maturare della paura, che scompare e riaffiora, seppur sotto diverse forme, in vari momenti, come un trauma che se non superato accompagna per tutta la vita.


Quale rapporto ha con la paura e quali sono le sue paure?

Molto spesso per me la paura è una sfida da riuscire a vincere per acquisire un maggior controllo sulla realtà e cercare così di vivere il più serenamente possibile. Di paure in questo momento tante, ma come dicevo, sono pronto a lottare contro ognuna di esse. 

L'esecuzione dell'Ensemble Zenit 2000 ha colto in pieno le potenzialità del suo brano? Come definirebbe le caratteristiche di questo ensemble e del suo direttore il M° Massimo Testa?

Nei giorni in cui abbiamo provato il brano, ho avuto modo di conoscere i musicisti dell'ensemble sia sotto il profilo umano sia musicale e sono rimasto soddisfatto, sotto entrambi i punti di vista.

 

Giannicola Margarucci, di Stella Cilento (SA), studia al Conservatorio "S. Pietro a Majella" di Napoli

 


Ci parli del suo rapporto con la musica elettronica, è un supporto indispensabile o solo una "spezia" per aggiungere atmosfera alle sue composizioni?

Il ruolo della musica elettronica varia molto nei mie lavori e tutto dipende dal progetto compositivo. In generale però preferisco molto di più scrivere per strumenti acustici che non per strumenti elettronici, al più cerco di creare una commistione fra le due componenti, però come dicevo tutto dipende sempre dal progetto che viene prima della scrittura. 


Ci racconti delle sue altre composizioni e di come stanno cambiando nel tempo.

Nelle mie composizioni cerco sempre di liberare il più possibile la mia fantasia e questo a volte crea non pochi problemi, perché spesso penso a delle cose che per essere realizzare richiedono degli sforzi non indifferenti per i musicisti, ma grazie a Dio con un po’ di pazienza si trovano le soluzioni a tutto. In ogni brano mi pongo il problema di trovare un qualcosa che possa essere diverso rispetto a quello che ascolto e diverso rispetto a quello che già ho scritto, così da provare sempre nuove possibilità e confrontarmi con nuove problematiche, in un continuo crescendo che, spero, mi porti ad una maturazione musicale sempre maggiore.

Fuori dal campo musicale, da cosa è nutrita la sua ispirazione? Cosa ama contattare, vedere o ascoltare per tirare fuori le sue emozioni in musica?

Quando non scrivo sono preso da un'insana curiosità e voglia di conoscenza che un giorno mi porta ad indagare sugli aspetti della Fisica Teorica, il giorno dopo sul mondo dei Manga giapponesi. Da questo insieme di conoscenze molto diverse fra loro cerco di trarre dei concetti, non tanto sotto forma di concetti pratici, ma più come concetti astratti, che secondo me sono alla base di quell'ordine, quella “proporzione aurea”, che possiamo trovare tanto nella fisica quanto nei manga, quei concetti primordiali che regolano la nostra conoscenza e il nostro modo di fare le cose. Coltivo anche la mia natura più contemplativa che mi fa passare ore ad ascoltare la natura e a cercare di sentirla, non solo con i sensi ma con tutto me stesso. E se vogliamo, questo per spezzare una lancia in favore della musica contemporanea, noi proprio nella natura troviamo il fondamento su cui si base il senso di questo genere musicale, la dissoluzione dell'armonia e della melodia classica occidentale basata su di un sistema creato a tavolino (vd sistema temperato), trova spazio nella natura fatta da suoni che non rientrano in nessun modo nei tasti bianchi e neri del pianoforte e che fanno parte di intervallo più grande ed esteso dell'ottava temperata e che non credo si finirà mai di capire e apprezzare appieno.

Come si immagina tra trent'anni?

Con qualche chilo in più e qualche capello i meno, ma spero con la stessa voglia di scrivere musica che ho ora!

A suo avviso, tra trent’anni, dove sarà andata la musica? 

In realtà è molto difficile rispondere ad una domanda del genere, tutto si muove così velocemente che è difficile dire dove può andare la musica, in gioco ci sono così tante variabili da tenere in considerazione che prescindono da quelle musicali e che abbracciano la sociologia, la filosofia, la scienza, che ci vorrebbe uno studio di tutto questo per avere solo un'idea di cosa potrà riservarci il futuro musicale. In tutto questo credo però che sono un po’ di anni che si assiste ad una stagnazione, che non ci sono quelle grosse novità del passato che hanno cambiato davvero le carte in tavola e che hanno dato una direzione e lasciato un'impronta, per cui sono convito che nei prossimi trent’anni qualcosa d’importante accadrà, bisogna solo vedere in che modo influenzerà la musica.

Se potesse rinascere in un altro luogo ed in un altro tempo, quale sarebbe la sua scelta e perché?

In Italia, agli inizi degli anni 50, perché avrei avuto modo di studiare e spero interloquire con Luciano Berio , Bruno Maderna, Giacinto Scelsi, Luigi Nono, Ligeti, ecc… e tutti i loro coevi europei e trovarmi così al centro di questa storia che allora stava nascendo.

 

 

I COMPOSITORI

DEL CONCORSO "LE NOTE RITROVATE"

(edizione 2011)

 

Grande curiosità ha destato il brano IN UNA MENTE PIENA DI FANTASMI AGUZZI, la cui ricchezza di “effetti speciali” ottenuti con l’utilizzo di scelte timbriche molto azzeccate nel’ambito dell’Ensemble e con il contributo del live electronics, con effetti di delay e riverbero, ha catturato i consensi sia della Giuria Tecnica che di quella Critica, nonché di ampia parte del pubblico. Evidente l’attinenza degli effetti musicali con la foto d’ispirazione, grazie al geniale utilizzo di fasce sonore nei sovracuti, timbri cangianti da parte dei due strumenti ad arco, soluzioni in ampia libertà da parte del pianoforte, effetti di riverbero sapientemente gestiti con l’ausilio dell’elettronica. E così lode al merito di GIANNICOLA MARGARUCCI, 25 anni, da Stella Cilento in provincia di Salerno, un giovane compositore campano, allievo presso il Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli, destinato a mietere grandi successi nell’ambito della sperimentazione compositiva.

 

La compositrice siciliana Maria Zappalà premiata da Tina Rigione,

direttrice dell'associazione "Per Caso sulla Piazzetta". A destra il presentatore Tonino Bernardelli

 

Apprezzatissimo anche IL CANCELLO, in particolare dal pubblico, che ha permesso di godere dell’ottima commistione tra una lineare e melodica sezione strumentale e la corrispondente sezione elettronica creata con le stesse matrici strumentali, sì da creare un’ottima sinergia timbrica. La compositrice MARIA ZAPPALA’, 49 anni, da Acireale (CT), già vincitrice lo scorso anno nella Sezione Solistica del Concorso, ha avuto modo di confermare la sua vena nell’elettroacustica, sottolineata dai numerosi premi già conseguiti in altri concorsi affini a livello nazionale.

Interessante all’ascolto ALCHEMY OF FEAR, caratterizzato da ostinate e sapienti alternanze tra effetti elettronici devastanti e loop strumentali stilizzati, con alternanza tra riferimenti vivaldiani e sperimentazioni timbriche negli archi (armonici, effetti di legno sulle corde). Merito dunque ad ENRICO FRANCIONI, da Carpegna (Pesaro e Urbino), contrabbassista e compositore, già apprezzato a livello nazionale ed internazionale in importanti Festival dedicati all’elettroacustica. Una nota di rilievo anche all’interazione con la suggestiva e nebulosa foto OLTRE QUEL LAGO di Vanessa Rothschild.

 

Premiato anche Enrico Francioni, di Carpegna (Pesaro e urbino)

 

Infine i due autori già vincitori della Sezione Solistica. ALBERTO ALASSIO, 28 anni, da Busca in provincia di Cuneo, autore del convincente e musicale LIFE IS BUT A WALKING SHADOW THAT MAKES JACK A DULL BOY per violoncello solo, ed EMANUELA BALLIO, 43 anni, da Magenta (MI), autrice del brano LA SOTTOMESSA FEROCIA DELL’ESILIO, uno dei più completi e convincenti sotto l’aspetto timbrico e formale, a giudizio della Giuria Tecnica, e soprattutto pregnante a sottolineare sotto l’aspetto sociale la foto d’ispirazione intesa in senso più ironico rispetto al tema: LA PAURA DEL DIVERSO, un uovo bianco isolato rispetto ad altre uova colorate, dall’idea vincente del suo autore VINCENZO PASTORE.