Giovanna Talà, quando la musica si fa immagine

"Mascagni – Musica da guardare" (ed. Bandecchi & Vivaldi, 2010), realizzato

dalla fotografa livornese scomparsa nel 2013, continua ad ottenere fervidi consensi


 

Giovanna Talà,

quando la musica si fa immagine


 

Il libro raccoglie foto di opere rappresentate dal 1991 al 2010, in particolare

quelle prodotte per il "Progetto Mascagni" dal Teatro "Carlo Goldoni" di Livorno.

Di seguito all'articolo, una breve selezione di "scatti" della grande Maestra

 

di Armin Viglione
 

 

Può un percorso visivo, come – ad esempio – una "galleria" fotografica, porsi la meta ambiziosa di divenire "musica da guardare"? Quali segreti rapporti si creano, nell'opera d'arte, tra due modalità di percezione apparentemente distinte e ben separate? Ed ancora, cosa si realizza, nelle immagini, che per misteriosa alchimia si ri-solve in natura musicale?

Ci sembra quasi di vederli, gli spiriti inquieti di Aleksandr Skrjabin e di Vasilij Kandinskij, che tante energie del loro genio profusero, nel secolo scorso, sull'incontro tra espressioni, linguaggi, tra vibrazioni acustiche e visive. Nello strettissimo rapporto tra arte e dimensione spirituale teorizzata dal grande pittore, i colori erano visti in corrispondenza ai timbri strumentali (ad esempio il giallo con la tromba o il blu con il violoncello), laddove l'anima era considerata una sorta di pianoforte, i cui martelletti erano i nostri occhi ed i colori corrispondevano ai tasti. Ed il visionario compositore Scrjabin, come il suo connazionale Kandinskij attratto profondamente da correnti di pensiero esoteriche (in particolare la teosofia), progettò addirittura il "clavier a lumiere", una tastiera in grado di proiettare fasci di luce colorata per il suo poema sinfonico "Prometeo".

 

Giovanna Talà

 

Il lettore perdonerà generosamente questa digressione, distante dal tema dell'articolo. Distante, ma non troppo. In fondo il susseguirsi di immagini incredibilmente belle, firmate da una fotografa d'alta classe come Giovanna Talà, ha davvero una profonda connotazione musicale. A cominciare esplicitamente dal titolo "Mascagni – Musica da guardare" (Bandecchi & Vivaldi Editori, Pontedera 2010): un titolo che ci orienta perentoriamente verso il mondo musicale plasmato dall'immenso talento di Pietro Mascagni da Livorno. E' una galleria dove i momenti scenici, fissati dagli scatti fotografici della Talà, finiscono poi per scorrere lungo le pagine del libro, in una sorta di movimento che sembra realmente assorbire qualcosa del ritmo e della melodia musicale: si offrono così al nostro sguardo, una dopo l'altra, le scene de "L'amico Fritz", "I Rantzau", "Guglielmo Ratcliff", "Iris" (nelle due versioni registiche di Lindsay Kemp e Federico Tiezzi), "Le Maschere", "Si", "Lodoletta", "Silvano" e la celeberrima "Cavalleria Rusticana", il capolavoro che affermò il genio mascagnano in tutto il mondo.

 

 

Come in tutte le fotografie che da pura riproduzione della realtà passano alla dimensione dell'arte, le immagini della Talà non evidenziano soltanto la raffinata sapienza tecnica della professionista ovunque ammirata (il cui lunghissimo e prestigioso curriculum, avendo lavorato al fianco di artisti fra i più grandi della nostra epoca, neanche proviamo a sintetizzare). In quelle immagini, molte delle quali segnate dal fascino intramontabile del bianco/nero, aleggia qualcosa di misteriosamente musicale (e non solo perché raffigurano spaccati di messe in scena operistiche), sembra vibrare qualcosa che rimanda echi di canto, di suoni lontani. E forse, in tutto ciò, la livornesità che accomuna Mascagni e la Talà gioca un ruolo tutt'altro che secondario.

 

Giovanna Talà con Alberto Paloscia, direttore artistico del Teatro "Goldoni" di Livorno

 

Due ultime considerazioni. La prima va formulata sulla qualità della pubblicazione, davvero alta: grafica e resa delle immagini meritano una valutazione decisamente lusinghiera. Con la seconda, crediamo sia necessario sottolineare l'aspetto documentale del libro, che registra – nella magnificenza estetica delle fotografie – veri e propri momenti storici (dal 1991 al 2010, in particolare quelli del "Progetto Mascagni" realizzato dal Teatro "Carlo Goldoni"), straordinari per importanza artistica e culturale, e di tal portata da non essere circoscrivibili alla sola realtà livornese. Anche per questo a Giovanna Talà, che ora ci sorride dall'alto, va la nostra memore, profonda gratitudine.

 

 

 

Breve galleria di foto "mascagnane"

firmate Giovanna Talà

 

Scena da "Iris" (Livorno, 2006)

 

Scena da "Iris" (Livorno, 2006)

 

Scena da "Iris" (Livorno, 2006)

 

Scena della morte da "Iris" (Livorno, 2006)

 

Scena della morte da "Iris" (Livorno, 1998)

 

Scena da "Le Maschere" (Livorno, 2001)

 

Scena da "L'amico Fritz" con Dimitra Teodossiu e Josè Bros (Livorno, 2002)

 

Scena da "Guglielmo Ratcliff" (Livorno, 1995)