Mascagni, due libri per scoprire un artista ed il suo mondo

"Mascagni forever – l'autore, gli interpreti, la critica", a cura di Giulia Perni

e "Pietro Mascagni – Biografia e cronologia artistica" di Fulvio Venturi


 

Mascagni, due libri per scoprire

un artista ed il suo mondo


 

di Armin Viglione


 

Verrebbe naturale dire, con uno dei più classici luoghi comuni, che un musicista come Pietro Mascagni non abbia bisogno di presentazioni. Ed invece, come per tutti i grandi artisti che hanno reso più bella la nostra vita e più nobile la storia di questo benedetto, decaduto Paese, è vero precisamente il contrario. Diciamo di più: c'è bisogno di studi, approfondimenti, c'è necessità di conoscere quel che la complessità di figure così grandi celano inesorabilmente allo sguardo della superficialità, purtroppo sempre più diffuso. Dunque, questi due libri su Mascagni, che passiamo sinteticamente a presentare, vanno salutati senz'altro con grande piacere, oltre che con sacrosanta curiosità intellettuale.

 

 

Il primo testo sul compositore livornese, autore di un capolavoro come "Cavalleria Rusticana" ma anche di altre, numerose gemme di straordinario valore musicale (quali, ad esempio, "Iris" o la magnifica "Messa di Gloria"), è "Mascagni forever – l'autore, gli interpreti, la critica", a cura di Giulia Perni con la collaborazione editoriale di Fulvio Venturi (Casa editoriale "Le Sillabe" in collaborazione con la Fondazione Teatro "Carlo Goldoni", Livorno 2013).

 

Giulia Perni, curatrice di "Mascagni forever"

 

Non si tratta del consueto saggio musicologico, accademicamente strutturato, ma di un "viaggio" dal fascino magnetico che si dirama attraverso una variegata pluralità di strade. Il libro, infatti, è composto da più sezioni, realizzando un'esplorazione "a tutto tondo" dell'artista e della persona Mascagni, che fluisce – per certi versi, quasi come un'opera lirica – lungo diversi passaggi narrativi e "scenografici". Ed è così che discendenti del musicista, storici della musica e studiosi ci restituiscono un profilo biografico di Mascagni eccezionalmente ricco di particolari e risvolti, spesso inediti; ma a ciò vanno aggiunti anche i ricordi, le testimonianze, le emozioni che hanno legato all'eredità musicale mascagnana molti personaggi, protagonisti assoluti dell'arte e della cultura nazionale ed internazionale. Qualche nome, neanche tutti, giusto per rendere l'idea: Carlo Bergonzi, Vinicio Capossela, Andrea Bocelli, Fiorenza Cossotto, Luciano Pavarotti (in un’intervista di R. Celletti), Danilo Rea, Daniel Barenboim, Zubin Mehta, Ennio Morricone. Crediamo che l'idea sia stata resa piuttosto bene.

 

Il giovane Mascagni al pianoforte

 

Quello di "Mascagni forever" è un viaggio assolutamente da percorrere in una lettura che ha quasi il sapore dell'avventura, attraverso le "coordinate visive" di una grafica, creativa e vivace, ove hanno ampio spazio numerosissime, straordinarie, storiche fotografie. Ed è un viaggio da non perdere.

 

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La zazzera, diremmo musicalmente sull' "allegro vivace", del grande compositore livornese ed il suo profilo piuttosto burbero campeggiano inconfondibili sulla copertina di "Pietro Mascagni – Biografia e cronologia artistica", di Fulvio Venturi, in collaborazione con il Circolo Musicale Amici dell'Opera "Galliano Masini" e la Fondazione Teatro "Carlo Goldoni" di Livorno (2005).

 

 

Libro di proporzioni importanti, impegno editoriale di notevole rilievo, dalla grafica e dalla ricchezza fotografica semplicemente sontuose, il testo di Venturi si presenta allo stesso tempo con rigorosa asciuttezza scientifico-storico-musicologica, che delimita il campo (meglio, il doppio campo) alla biografia del compositore ed alla cronologia artistica delle sue opere. La proposta è dunque articolata in una strutturazione "sui generis", che esclude inserti di natura analitica, discorsiva o critica. Il dato anagrafico o cronologico, nella sua esaustiva e scientifica completezza, null'altro; una storia prosciugata dall'orpellificio delle chiose o dei commenti, e riportata alla sua oggettiva, potente, semplice essenza. In altre parole, la storia per quello che è, e non per quello che si vuole essa sia: quasi un'utopia metodologica risolta nella linearità assoluta, che sembra prendere forma disinvoltamente, persino con sfrontata naturalezza, e dove sembra riflettersi qualche tratto della sanguigna energia labronica di Mascagni. Un'energia assertiva, refrattaria ai fronzoli, rigorosamente fondata sulla realtà ma in grado di comunicare un mondo: saremmo quasi tentati di definirlo uno studio di stampo "verista"…

 

Fulvio Venturi

 

Va detto che la cronologia artistica, ove vengono riportate le principali rappresentazioni delle opere di Mascagni in tutto il pianeta dagli inizi fino al 2005 (compresi gli esecutori), è innanzitutto uno straordinario contributo al consolidarsi delle conoscenze e della precisa documentazione su un autore fondamentale, nella storia musicale tra Ottocento e Novecento. Fosse anche e solo per questo, a nostro giudizio, il libro di Venturi sarebbe certamente degno di collocazione in ogni biblioteca musicologica degna di questo nome: la messe sterminata di dati, raccolti ed ordinati con chiarezza cartesiana, è manna per qualsiasi studioso della materia. Ma tutto ciò non si offre alla visione del lettore in una grafica, per così dire, puramente "archivistica": i dati storici vanno ad amalgamarsi in un'altrettanto sterminata "galleria" fotografica, semplicemente meravigliosa. E' davvero troppo difficile descrivere la bellezza delle immagini, per la maggior parte in bianco/nero, e neanche proviamo a farlo. Lasciateci dire soltanto che fra ritratti di grandi protagonisti musicali, i "divi" e le "dive" di un tempo remoto, scene operistiche, locandine, partiture autografe, teatri e personaggi ormai storici, la suggestione che prende il lettore, immergendolo nell'aura misteriosa di un passato epocale, ha quasi il sapore dell'incantesimo. Auguriamo volentieri al lettore di poterlo gustare in tutto il suo profondo, ammaliante splendore.