Sullo spirito della musica, ricordando John Lennon – di Leo Casale

Riflessioni sull'arte dei suoni, ricordando John Lennon

 

Quando lo spirito della musica

penetra nel cuore

 

di Leo Casale

 


Nella nostra era, tutto viaggia e si evolve a velocità incredibile verso il consumismo più sfrenato, tutto e subito si deve avere, e tutto rapidamente si deve fare, mentre impera nel mondo un sistema impostato su una fredda e cinica fretta, dove è previsto che le macchine costruiscano le macchine, e che gli uomini divengano nel prossimo futuro sempre più divisi in classi ben distinte e separate.

La pazzesca frenesia dei mercati globali, delle guerre commerciali e delle guerre vere, contribuiscono sempre di più a lacerare lo spirito nato dalla rivoluzione francese, contrastando sempre più l’edificazione di una società giusta, unita negli ideali umanitari, nonché ad una più equa distribuzione delle risorse tra i popoli e le nazioni. Nella nostra era però, esiste una energia che può aiutare l’uomo a migliorarsi, a comprendersi e a comprendere quali sono i sentimenti che possono dare di nuovo forza, ricchezza e entusiasmo a quello spirito unificatore ed altruista che rende migliori, sensibili ai bisogni primari delle povere genti, calpestate denudate e umiliate dal profitto sfrenato. Sappiamo che se miglioriamo noi stessi, miglioreremo il mondo e il sistema in cui viverci.

 

 

Questa energia si chiama “spirito della musica”. La musica è un insieme di vibrazioni e emanazioni che da corde, superfici, percorsi aerei, rimbalzi e sfregamenti che in migliaia di sequenze e frequenze, ammaestrate dal genio umano, prima che da incredibili e prodigiosi strumenti, scaturisce da menti vivaci e sorprendenti, a volte bizzarre e geniali, a volte complesse e difficili. Ma la musica nasce dall’anima oltre che dalla mente, e quando porta con se il genio dell’anima che l’ha composta, ed è sgorgata dal suo cuore, allora riesce a penetrare nel cuore di chi l’ascolta, ed allora può rendere migliori, ed aiutarci nel difficile sforzo di capire noi stessi, e mentre ci sforziamo di capire noi stessi, riusciamo a comprendere meglio gli altri, a capire il sentimento che ci deve muovere nei confronti del prossimo, e quale filosofia di vita adottare per migliorarci. Solo così potremo lasciare un segno, come una piccola goccia in un oceano quieto, senza tempeste, in un mondo che sarà migliore se ognuno di noi diverrà un po’migliore.

 

John Lennon

 

In una tra le più belle canzoni dei Beatles, John Lennon usa una metafora parlando di una canzone che deve entrare nel cuore di chi l’ascolta, ma sta parlando dello stimolo e del modo con cui ognuno di noi deve affrontare i problemi e le cose che facciamo, e l’attitudine a usare il cuore, pensare ad ogni cosa in maniera non superficiale, andando oltre, affinando continuamente la nostra sensibilità per renderci migliori. Lennon scrive: “Hei Jude, non essere pessimista, prendi una canzone triste e rendila migliore, ricordati di lasciarla penetrare nel tuo cuore, allora potrai cominciare a renderla migliore. Hei Jude, non avere paura, sei fatta per cercarla e trovarla, e nell’istante in cui la lascerai penetrare nella tua pelle, allora comincerai a renderla migliore. Ed ogni volta che senti una pena, calmati e non caricarti tutto il mondo sulle spalle. Perché tu sai bene che è sciocco, chi fa l’indifferente finisce per rendere il suo mondo ancora più freddo. Hei Jude, non deludermi adesso che l’hai trovata, va’ a prenderla e ricordati di lasciarla penetrare nel tuo cuore, allora potrai cominciare a renderla migliore. Allora scuotiti, avanti, tu aspetti qualcuno per suonarla insieme a lui, e non sai che quel qualcuno sei proprio tu. Si, la suonerai, il ritmo che ci vuole è già dentro di te”.

Quella canzone è ogni nostro intimo pensiero, e ciò che saremo dipenderà da come sapremo migliorarla. E poi è poesia, e quando la musica è poesia, coinvolge il nostro cuore, e ci rende migliori.